Decreto lavoro 2026

Il Decreto Lavoro 2026 (D.L. n. 62/2026), in vigore dal 1° maggio 2026, riforma il sistema degli incentivi alle assunzioni introducendo nuovi sgravi contributivi per favorire il lavoro stabile, soprattutto per giovani, donne e imprese del Mezzogiorno.

– Bonus donne 2026

L’incentivo è rivolto ai datori di lavoro privati che assumono a tempo indeterminato donne prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi, oppure, da almeno 12 mesi se appartenenti a categorie di lavoratrici svantaggiate previste dal Regolamento UE n. 651/2014.

Il beneficio consiste nell’esonero totale dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, esclusi i premi INAIL, per un massimo di 24 mesi:

  • fino a 650 euro mensili per lavoratrice;
  • fino a 800 euro mensili nelle regioni ZES del Mezzogiorno.

Sono esclusi lavoro domestico e apprendistato.

– Bonus giovani 2026

Il bonus favorisce l’assunzione stabile di lavoratori under 35 privi di impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi, oppure, da almeno 12 mesi se appartenenti a specifiche categorie svantaggiate.

L’incentivo prevede:

  • esonero contributivo totale;
  • durata massima di 24 mesi;
  • limite di 500 euro mensili per lavoratore; elevazione a 650 euro mensili nelle aree ZES.

Anche in questo caso restano esclusi apprendistato e lavoro domestico.

– Bonus ZES 2026

La misura è destinata alle microimprese del Mezzogiorno con massimo dieci dipendenti che assumono lavoratori over 35 disoccupati da almeno 24 mesi.

L’agevolazione consiste in:

  • esonero contributivo del 100%;
  • durata massima di 24 mesi;
  • limite di 650 euro mensili per lavoratore.

– Incentivo alla stabilizzazione dei contratti

Il decreto introduce uno specifico incentivo per la trasformazione dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato.

Il beneficio spetta ai datori di lavoro che stabilizzano lavoratori:

  • under 35;
  • mai occupati a tempo indeterminato;
  • assunti inizialmente con contratto a termine non superiore a 12 mesi.

La trasformazione deve avvenire tra il 1° agosto e il 31 dicembre 2026 senza interruzione del rapporto

di lavoro.

L’agevolazione prevede:

  • esonero contributivo totale;
  • durata massima di 24 mesi;
  • limite di 500 euro mensili.

Questa misura necessita dell’autorizzazione preventiva della Commissione europea.

– Bonus conciliazione famiglia-lavoro

Il decreto introduce uno sgravio contributivo per le imprese che adottano la certificazione UNI/PdR 192:2026 relativa ai modelli organizzativi orientati alla conciliazione tra lavoro e vita familiare.

L’incentivo consiste in:

  • riduzione contributiva fino all’1%;
  • massimo 50.000 euro annui per impresa.

 

Condizioni comuni per accedere agli incentivi

Tutte le agevolazioni previste dal Decreto Lavoro 2026 sono subordinate al rispetto di specifici requisiti:

  • incremento occupazionale netto rispetto alla media dei 12 mesi precedenti;
  • assenza di licenziamenti economici o collettivi nei sei mesi precedenti;
  • divieto di licenziare il lavoratore incentivato o dipendenti con la stessa qualifica nei sei mesi successivi;
  • non cumulabilità con altri esoneri contributivi;
  • rispetto del principio del “salario giusto” ovverosia di un trattamento economico almeno pari a quello complessivo previsto dal CCNL leader.